Hai deciso di lavorare in proprio.
La prima tentazione potrebbe essere cercare su Google “come apro una Partita IVA?” e partire immediatamente con i moduli.
In realtà, il modulo è quasi l'ultima cosa di cui preoccuparsi.
Prima bisogna capire che attività svolgerai, come verrà inquadrata, quale codice ATECO utilizzare, quale regime fiscale valutare e quale posizione previdenziale aprire.
Vediamolo passo passo.
1. Parti da una domanda semplice: cosa farai davvero?
Può sembrare banale, ma è il punto da cui dipende quasi tutto il resto.
Non basta dire:
“Farò consulenza.”
Bisogna capire che tipo di consulenza, per quali clienti e con quali modalità.
Lo stesso vale per chi vuole fare il fotografo, il grafico, l'e-commerce, l'artigiano, il personal trainer o qualsiasi altra attività.
Definire con precisione ciò che farai serve per individuare correttamente il tuo inquadramento e, soprattutto, il codice ATECO.
2. Individua il codice ATECO corretto
Il codice ATECO è il codice utilizzato per classificare le attività economiche.
Dal 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025, utilizzata per gli adempimenti statistici, fiscali e amministrativi.
Non è quindi un codice da scegliere semplicemente perché “sembra abbastanza vicino” alla propria attività.
La classificazione deve rappresentare ciò che svolgi realmente.
In alcuni casi una stessa persona può inoltre esercitare più attività e avere un'attività principale e una o più attività secondarie.
Il consiglio: prima dell'apertura verifica sempre che il codice individuato rappresenti davvero il lavoro che svolgerai.
3. Capisci se sei un professionista o un'impresa
Altro errore comune: pensare che tutte le Partite IVA funzionino allo stesso modo.
Non è così.
Un libero professionista e un'impresa individuale possono avere adempimenti diversi.
Per esempio, chi svolge un'attività imprenditoriale può dover passare dal Registro delle Imprese, mentre per molti lavoratori autonomi e professionisti non soggetti a tale iscrizione la procedura passa direttamente dall'Agenzia delle Entrate.
A seconda dell'attività possono inoltre essere necessari ulteriori adempimenti, autorizzazioni, iscrizioni ad albi professionali o comunicazioni agli enti competenti.
Per questo motivo è importante stabilire l'inquadramento prima di compilare la richiesta di apertura.
4. Valuta il regime fiscale
Probabilmente hai già sentito parlare del regime forfettario.
Ma avere una Partita IVA e essere in regime forfettario non sono la stessa cosa.
La Partita IVA identifica la tua posizione ai fini IVA.
Il regime fiscale determina invece le regole con cui verrà gestita la tassazione della tua attività.
Tra le possibilità troviamo, a seconda dei requisiti e della situazione, il regime forfettario e i regimi ordinari.
La scelta non dovrebbe essere fatta soltanto guardando quale aliquota sembra più bassa.
Entrano in gioco diversi elementi:
tipo di attività;
ricavi o compensi previsti;
costi sostenuti;
eventuali altre fonti di reddito;
requisiti previsti dalla normativa;
prospettive di crescita.
Dedicheremo un episodio specifico de I MUST della Partita IVA al regime forfettario.
5. Apri la Partita IVA
Una volta chiariti i punti precedenti si può procedere con l'apertura vera e propria.
Se sei un lavoratore autonomo non tenuto al Registro Imprese
Per le persone fisiche che non devono iscriversi al Registro delle Imprese o al REA viene utilizzato il modello AA9/12 dell'Agenzia delle Entrate.
Il modello contiene, tra le altre cose:
dati anagrafici;
data di inizio attività;
attività esercitata;
codice ATECO;
informazioni sulla posizione fiscale.
La dichiarazione può essere trasmessa telematicamente direttamente o tramite un intermediario abilitato.
Se avvii un'impresa
Per i soggetti tenuti all'iscrizione al Registro delle Imprese viene utilizzata la Comunicazione Unica.
Con questa procedura è possibile assolvere diversi adempimenti collegati all'avvio dell'impresa verso gli enti interessati.
Dal 12 febbraio 2026 il vecchio strumento informatico ComUnica non è più disponibile: le pratiche vengono trasmesse attraverso DIRE o tramite software compatibili.
Non significa però che ogni attività segua esattamente lo stesso percorso: gli adempimenti cambiano in base al tipo di impresa.
6. Non dimenticare la previdenza
Aprire la Partita IVA non significa aver concluso tutti gli adempimenti.
Bisogna anche verificare dove versare i contributi previdenziali.
Per esempio:
molti liberi professionisti senza una propria cassa previdenziale devono iscriversi alla Gestione Separata INPS;
gli artigiani possono rientrare nella Gestione Artigiani;
gli imprenditori commerciali possono rientrare nella Gestione Commercianti;
alcune professioni regolamentate hanno invece una propria cassa previdenziale.
È uno dei punti più importanti da chiarire prima di iniziare, perché contributi e modalità di calcolo possono cambiare molto da un'attività all'altra.
7. Controlla se la tua attività richiede altri adempimenti
Partita IVA aperta non significa automaticamente:
“Posso iniziare qualsiasi attività domani.”
A seconda del lavoro possono essere necessari altri passaggi.
Per esempio potrebbero entrare in gioco:
Camera di Commercio;
SUAP del Comune;
SCIA;
INAIL;
albo o ordine professionale;
autorizzazioni specifiche;
domicilio digitale o PEC;
requisiti professionali.
Non esiste quindi una checklist identica per tutti.
8. E dopo l'apertura?
Qui inizia la parte che spesso viene sottovalutata.
Appena arrivano i primi clienti inizierai ad avere:
contatti → preventivi → lavori → fatture → incassi → spese → scadenze.
All'inizio può sembrare semplice tenere tutto a mente.
Poi arrivano cinque clienti.
Poi dieci.
Poi un pagamento in ritardo, un preventivo da richiamare e una fattura da controllare.
Ed è lì che Excel, calendario, email e note sparse iniziano a diventare scomodi.
Partire fin dall'inizio con un metodo organizzato rende molto più semplice sapere:
chi sono i tuoi clienti;
quali lavori sono in corso;
quali preventivi aspettano una risposta;
quanto hai fatturato;
quanto devi ancora incassare;
quali spese hai sostenuto;
quali scadenze stanno arrivando.
È proprio l'obiettivo di My Pro Assistant: riunire la gestione quotidiana dell'attività in un unico spazio, invece di distribuire informazioni e documenti tra strumenti diversi.
La checklist prima di aprire
Prima di partire verifica di aver chiarito questi punti:
✓ attività che svolgerai
✓ codice ATECO
✓ professionista o impresa
✓ regime fiscale
✓ procedura di apertura
✓ posizione previdenziale
✓ eventuali autorizzazioni o iscrizioni
✓ sistema con cui gestirai clienti, fatture, pagamenti e scadenze
Se uno di questi punti non ti è chiaro, fermarti dieci minuti prima può evitarti parecchio lavoro dopo.
In breve
Aprire una Partita IVA non è necessariamente complicato.
La parte importante è non partire alla cieca.
Prima definisci cosa farai.
Poi scegli l'inquadramento corretto.
Infine costruisci un sistema semplice per gestire il lavoro che arriverà.
Perché aprire la Partita IVA è solo l'inizio.
Gestirla bene viene dopo.
Questa guida ha finalità informative e non sostituisce la consulenza fiscale, previdenziale o professionale. Gli adempimenti possono variare in base all'attività e alla situazione personale.
MyPro
Domande e commenti
Puoi commentare con un account MPA Standard/Pro oppure con Google. Ogni intervento passa dalla moderazione MyProAssistant.
Gli account Standard e Pro usano direttamente la sessione MyProAssistant. Gli altri lettori possono usare Google. Tutti i commenti passano dalla moderazione.
Accesso Google temporaneamente non disponibile.