Regime forfettario 2027: cosa cambia davvero
Regime forfettario 2027: facciamo chiarezza tra soglia a 85.000 euro, ipotesi a 100.000 euro e proposta dei 40.000 euro per i redditi da lavoro dipendente. Una guida semplice per capire cosa è già in vigore, cosa è ancora in discussione e cosa conviene fare oggi.

Aggiornamento: 24 ottobre 2026
Il regime forfettario torna al centro della discussione sulla Legge di Bilancio 2027. Circolano tre numeri — 85.000, 100.000 e 40.000 euro — ma non indicano la stessa cosa. E soprattutto non rappresentano tutti regole già approvate.
Vediamo cosa vale oggi, quali soglie potrebbero cambiare e perché chi ha una partita IVA dovrebbe seguire le novità senza farsi ingannare dai titoli.
La soglia dei ricavi resta a 85.000 euro
Attualmente il limite ordinario di ricavi o compensi per accedere e restare nel regime forfettario è di 85.000 euro, nel rispetto degli altri requisiti di legge.
Se durante l'anno superi gli 85.000 euro ma non i 100.000, il regime cessa dall'anno successivo. Superando i 100.000 euro, invece, la cessazione avviene nello stesso anno, secondo la disciplina fiscale applicabile.
Questo non significa che il limite ordinario sia già passato a 100.000 euro.
Lavoratori dipendenti: cosa succede nel 2027?
Per il 2026 è stata prorogata a 35.000 euro la soglia dei redditi da lavoro dipendente e assimilati rilevante per una delle cause ostative al forfettario.
Questa maggiorazione è temporanea.
Senza nuove norme, nel 2027 tornerebbe il limite ordinario di 30.000 euro. Per chi percepisce uno stipendio e svolge anche un'attività autonoma, il cambiamento potrebbe essere significativo.
La verifica riguarda generalmente i redditi dell'anno precedente. Esistono anche eccezioni previste dalla normativa, quindi ogni situazione va valutata individualmente.
La proposta: portare il limite a 40.000 euro
Il 14 settembre 2026 è stato presentato al Senato il disegno di legge S.2033.
La proposta punta a innalzare stabilmente da 30.000 a 40.000 euro il limite dei redditi da lavoro dipendente rilevante per l'accesso al regime forfettario, a partire dal periodo d'imposta 2027.
L'obiettivo è ridurre i casi di esclusione dovuti, ad esempio, ad aumenti contrattuali o arretrati salariali.
Al 24 ottobre 2026 il disegno di legge risulta assegnato alla Commissione Finanze, senza aver ancora iniziato l'esame.
Non è quindi una modifica approvata.
Forfettario fino a 100.000 euro: a che punto siamo?
È una seconda proposta, distinta dalla precedente.
Nel dibattito politico sulla Manovra 2027 si è tornati a parlare dell'innalzamento del limite ordinario dei ricavi da 85.000 a 100.000 euro.
Il punto critico riguarda anche le regole europee sull'IVA. Per questo si stanno discutendo possibili soluzioni che distinguano il trattamento delle imposte dirette da quello IVA.
Al momento, però, non esiste una modifica definitiva approvata che consenta di considerare i 100.000 euro come nuova soglia ordinaria.
Ultima novità: la consultazione del Ministero dell'Economia
Il 21 ottobre 2026 è partita una consultazione pubblica del Dipartimento delle Finanze, aperta fino al 18 novembre.
L'obiettivo è valutare gli effetti dell'innalzamento da 65.000 a 85.000 euro già avvenuto negli anni precedenti, raccogliendo anche proposte di miglioramento.
La consultazione è un passaggio di analisi, non equivale all'approvazione di nuove soglie.
Cosa dovrebbe fare oggi chi ha una partita IVA?
Prima di prendere decisioni basate sulle anticipazioni, conviene:
Monitorare i ricavi o compensi e le altre condizioni del regime.
Controllare gli eventuali redditi da lavoro dipendente o assimilati.
Valutare con il commercialista il proprio caso.
Non impostare il piano economico su modifiche ancora in discussione.
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Fonti
Senato della Repubblica — DDL S.2033
https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?did=60451
Camera dei deputati — Dossier Legge di Bilancio 2026
https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/ID0014evol1.pdf
Informazione Fiscale — Consultazione MEF del 21 ottobre 2026
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